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Storia Mercoledì 20 Settembre 2006   
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La storia di Verdello

Le prime notizie relative alla zona in cui sorge Verdello risalgono al VI sec. A.C.
Nella zona si alternano gli Etruschi, i Galli ed infine i Romani nel II sec. A.C.
Nell'anno 569 il territorio di Verdello, tornato quasi selvaggio a seguito di inondazioni che avevano modificato l'ambiente naturale, fu invaso dai Longobardi, gente barbara, feroce.
Nei primo anni dell'occupazione uccisero molti proprietari agrari e tutte le persone di qualche importanza, poi spartirono fra loro le terre facendo dei superstiti dei "tributari" o forse degli schiavi.
Divisero il loro regno in ducati, retti da un duca e il territorio di Verdello, facente parte anch'esso della Geradadda, appartenne quasi tutto al ducato di Bergamo.
Nel secolo VII i Longobardi si convertirono lentamente al cattolicesimo, addolcirono i loro costumi e finirono col fondersi in buona parte con gli italici.
Durante questo periodo il nemico principale fu sempre la fame, perché l'agricoltura stentava a produrre il tutto necessario.
All'approssimarsi dell'inverno, bisognava macellare una parte del bestiame, che non avrebbe potuto essere nutrito.
Le città, in cui si erano praticamente spenti i commerci e si era disperso l'artigianato, decaddero e la vita si concentrò di preferenza nelle corti di campagna.
Le "corti" erano praticamente dei complessi agricoli in cui potevano esserci dei cascinali sparsi o radunati in un villaggio.
Alcune di queste corti, con il tempo, diventarono paesi, come Verdello. La popolazione in quel tempo era quasi tutta analfabeta, ed il latino fu parlato sempre peggio, di padre in figlio, perciò lentamente, si mutò in un linguaggio nuovo che, essendo usato dal popolo, cioè dal "volgo", fu detto "volgare".
Nell'anno 774 il regno longobardo fu conquistato dai Franchi. Essi introdussero tra noi il "Feudo".
Il Territorio di Verdello con la Geradadda fece parte di un Feudo, che fu la Contea di Bergamo.
L'agricoltura cominciò a migliorare metodi e strumenti, si diffusero i molini ad acqua ed iniziarono a essere utilizzati mattoni e calce per la costruzione delle case: lentamente si abbandonò il legno e cominciarono le realizzazioni in muratura.

Questa e l'epoca di ripresa dello sfruttamento agricolo, favorito dall'aumento demografico.
In questo secolo nasce il Comune, simbolo dell'unione di una piccola aristocrazia dell'abitato urbano, costituita da proprietari e da mercanti che stimolano il rifiorire economico e con questo l'agricoltura, che unita alle nuove opere irrigue e di bonifica da uno slancio economico come mai è successo nella storia locale, infatti si può considerare che solo dopo l'anno 1000 l'uomo torna a dedicarsi con impegno all'agricoltura, allo scopo di rendere ricco e indipendente il proprio Comune.

Nel 908 si parla già di Verdello Maggiore, Verdello Minore e della Roggia Morlana; la Seriola Nuova, che da Zanica si dirama per Levate e Verdello, è invece del 1235.
Precedente alla stessa Verdello, doveva essere il Comune di Minervio (Cascina Nervio).

Nel Medioevo i Suardi, costruiscono il loro castello inglobando o addossandosi alla chiesa di allora.

Nel 1358 si registra un fatto raccapricciante: 300 persone rimasero coinvolte nell' incendio della torre del castello e il paese fu distrutto. Da quel momento si parla di paese fortificato, non più di castello. Nel 1428 Verdello passa sotto Venezia, che impone di inglobare a Verdello, Verdellino e Minervio e inizia la costruzione della Strada Maestra (sul tracciato si confermerà la strada statale n. 42).
L'agricoltura si specializza nei mezzi e nelle culture.
Il Comune di Verdello nel 1400 contava circa 1100 abitanti, un'economia prettamente agricola e sviluppata.
In questi secoli l'agricoltura subisce un ulteriore assesto per un calo demografico provocato da pestilenze, guerre; l'agricoltura resta l'occupazione prevalente della maggioranza della popolazione Lombarda e hanno inizio le prime attività industriali in zone limitate dove l'eccedenza agricola lo permetteva; nasce l'industria della seta e conseguentemente la piantumazione dei gelsi.
In questo periodo pesti e carestie, decimano la popolazione: dilagano lupi e briganti per i quali si è costretti a tagliare i boschi in pianura.
Ai morti di una di queste pesti è dedicata la cappella Ravarolo, molto probabilmente a quella manzoniana.
Nel marzo del 1797 l'esercito francese occupa la zona. Nel 1823 viene costruita la Villa Gambarini-Cagnola-Giavazzi, che dal 1972 è sede comunale.
La Lombardia passa nel 1815 sotto il dominio austriaco.
Nel 1824 a Verdello scoppia un'epidemia di colera si costruisce il viale del Santuario.
Nella seconda metà dell'800 si costruiscono il ricovero Brolis e la filanda. Nel 1857 l'imperatore d'Austria inaugura il tratto di ferrovia Bergamo-Treviglio.
In un censimento del 1861 Verdello conta 1979 abitanti, di cui 1021 maschi e 958 femmine.
All'inizio del '900 risale la costruzione della strada statale, che i verdellesi ancora oggi ricordano come un'opera colossale (si intende in relazione ai mezzi di allora).
Nel 1875 viene costruito l'edificio destinato a Comune, ora sede staccata dell'USSL 32.
La grande affluenza di scolari dai paesi vicini impone la costruzione di un nuovo edificio nel 1921.